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Dal sito governativo USA "Federal Remediation Technologies Roundtable (FRTR)":

Trattamento termico in situ

Per altre informazioni inerenti le tecnologie di bonifica si può consultare lo stesso sito usando il traduttore di Microsoft Edge per chi non conosce l'americano.  La Matrice di Screening Tecnologico é nella pagina https://www.frtr.gov/matrix/. Come evidenziato sul sito stesso alcuni contenuti potrebbero essere obsoleti.

 


 

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IMPLEMENTAZIONE DI PROTOCOLLI ECO-COMPATIBILI PER LA BONIFICA DEL SUOLO AGRICOLO NEI NIPS DI LITORALE DOMIZIO-AGRO AVERSANO

Riferimento: LIFE11 ENVI/IT/000275 | Acronimo: ECOREMED

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

CONTESTO

L'inquinamento del suolo è una preoccupazione crescente per l'ambiente, per i sistemi idrici e per la salute pubblica, a causa della possibilità di accumulo di inquinanti nella catena alimentare. L'inquinamento del suolo è aumentato a causa dell'inquinamento industriale, dell'estrazione mineraria e dell'eccessiva applicazione di fertilizzanti, che hanno aggiunto "elementi potenzialmente tossici" (PTE) al suolo. L'uso di combustibili fossili rilascia anche composti - inclusi numerosi contaminanti organici - nell'ambiente, che ora sono presenti nei suoli e nell'acqua.

In Campania, nel sud Italia, sono stati identificati quattro Siti Prioritari di Interesse Nazionale (NIPS) di inquinamento del suolo, che coprono circa 200.000 ha. In due NIPS urbani - Napoli Orientale e Bagnoli-Coroglio - lo stoccaggio di composti derivati dal petrolio, l'industria siderurgica e la produzione di cemento di amianto sono le principali fonti di inquinamento. Il sito di Litorale Vesuviano è caratterizzato da una gestione inadeguata dei rifiuti municipali, mentre Litorale Domitio-Agro Aversano è principalmente terreno agricolo inquinato da scarichi illegali di rifiuti industriali e municipali.

 

OBIETTIVI

Il progetto 'ECOREMED' mirava a:

  • Definire un protocollo operativo per la biorisanizzazione agricola di suoli agricoli contaminati nel "Litorale Domitio-Agro Aversano" NIPS;
  • Dimostrare gli effetti di questo protocollo in specifiche aree inquinate in tre comuni;
  • Supportare gli agricoltori con strumenti regolatori e finanziari volti a migliorare la bonifica dei suoli agricoli degradati, ripristinando così la fertilità agronomica e migliorando il paesaggio;
  • Creare un collegamento operativo tra i protocolli tecnico-scientifici prodotti da 'ECOREMED' e le amministrazioni locali e regionali;
  • Definire indicatori di qualità ambientale che potrebbero essere utilizzati nel quadro normativo ambientale; e
  • Sensibilizzare sull'importanza di affrontare l'inquinamento del suolo e sul potenziale della biobonificazione.

 

RISULTATI

Il progetto 'ECOREMED' ha fornito con successo ai responsabili politici locali, regionali e nazionali strumenti concreti per consentire decisioni basate su evidenze su terreni agricoli contaminati. In particolare, ha definito un protocollo operativo per la biorisanificazione dei suoli agricoli contaminati nel Litorale Domitio-Agro Aversano e ne ha dimostrato l'efficacia nelle aree agricole inquinate di cinque siti pilota e un ulteriore sito industriale.

Il progetto ha definito indicatori di qualità ambientale e fornito dati di base utili sulla qualità del suolo che possono essere utilizzati nel quadro normativo ambientale, con particolare attenzione alla biodisponibilità di inquinanti nel suolo e nelle piante.

I benefici ambientali diretti erano legati ai siti in cui il protocollo è stato applicato:

  • 000 m2 (1 ha) di suoli inquinati da diversi contaminanti sono stati bonificati e restituiti all'uso agricolo (due siti saranno restituiti ai loro proprietari entro la fine del 2017);
  • Le piante e gli alberi di fitobonificazione hanno ridotto i movimenti di contaminanti verso le falde acquifere del 30% e hanno raggiunto il 65% di efficacia nell'eliminazione degli inquinanti organici;
  • Gli effetti di fito-recupero erano chiaramente visibili in tre dei quattro siti, avendo cambiato la loro natura da abbandonati a ampi e piacevoli da vedere;
  • L'aumento della materia organica del suolo (stoccaggio di C) è stato diverso in ogni sito, ma ha raggiunto fino a 2 t/ha (in uno strato di 30 cm), contribuendo al miglioramento della qualità del suolo e anche alla mitigazione del cambiamento climatico;
  • Le piante arboricole e i prati sottostanti aiutavano anche ad assorbire i nitrati, proteggendo così le acque sotterranee dall'inquinamento; e
  • Le strategie di fitobonificazione permettono di concentrare contaminanti – evitandone la mobilità – in diverse decine di tonnellate di biomassa, il cui utilizzo per produrre energia rinnovabile può inoltre risparmiare fino a 10 t/ha di emissioni di CO2 rispetto all'uso di combustibili fossili.

Inoltre, il progetto prevede che la riduzione del movimento di contaminanti grazie al rivestimento degli alberi sarà ancora più visibile entro 1-2 anni. Inoltre, la biodegradazione degli inquinanti organici e la riduzione della frazione mobile e biodisponibile di inquinanti minerali - i cosiddetti metalli pesanti - saranno più visibili entro 5-10 anni.

I vantaggi socioeconomici della fito-bonifica rispetto ad altre strategie ad alta tecnologia erano evidenti. Il protocollo si è dimostrato molto conveniente rispetto alle principali soluzioni alternative - € 0,1 m/ha rispetto a € 2-5 m/ha per 'scavare e scaricare' e € 1-2 m/ha per 'coprire con piattaforme di cemento'. La sua ulteriore applicazione creerebbe anche importanti opportunità di occupazione nella piantumazione e gestione di piante e alberi nella Regione Campania.

Parti del protocollo sono già state replicate da altre entità pubbliche e private nella Regione Campania, tra cui: l'ex discarica RESIT; un sito di 6 ettari nella città di San Giuseppiello inquinato a causa dello scarico illegale di fanghi industriali; e un giacimento industriale contaminato di 3,5 ettari gestito da ECOBAT, uno stabilimento multinazionale di fusione per il riciclo delle batterie.

Ulteriori repliche sono state facilitate da forti legami con amministrazioni locali e regionali e tre partner del progetto sono ora membri di una task force del Governo italiano per la mappatura dei suoli agricoli a rischio di inquinamento e per la revisione della legislazione italiana sull'inquinamento del suolo e la bonifica. Diverse leggi nazionali e regionali – ad esempio la Legge Forestale Regionale – sono già state adattate per includere tecniche di fito-bonifica, come supportato dai risultati del progetto.

Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili nel rapporto per profani del progetto e nel Piano di Comunicazione Post-VITA .

 

DATI AMMINISTRATIVI

 Riferimento: LIFE11 ENV/IT/000275
 Acronimo: ECOREMED
 Data di inizio: 01/06/2012
 Data di fine: 31/05/2017
 Budget totale idoneo: 5.673.449 €
 Contributo UE: 2.707.256 €

 

Altri documenti:Rapporto tecnico finale del progetto (versione italiana, con abstract in inglese)

Rapporto tecnico - 2015/2017" (3,79 MB)

MANUALE OPERATIVO: Per la bonifica eco-compatibile dei suoli degradati (23,5 MB)

Rapporto tecnico - 2012/2014" (2,45 MB)

 

PARTNERSHIPS

  • Centro Interdipartimentale di ricerca Ambiente CIRAM - Università degli Studi di Napoli Federico II
  • Regione Campania
  • Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (ARPAC)
  • Risorsa Srl

 

Informazioni prese da: LIFE 3.0 - LIFE11 AMBIENT/IT/000275   (NOTA: Il sito ufficiale ecoremed.it  NON è più attivo ed al suo posto c'è un altro sito)


 

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) del 30/01/2025 inerente il ricorso n. 51567/14 e altri 3

Cannavacciuolo e altri - in materia di diritto alla vita. La gestione del ciclo dei rifiuti nelle province campane di Napoli e Caserta (c.d. Terra dei fuochi) viola il diritto dei residenti alla salute, laddove nel complesso le autorità nazionali (legislative, giudiziarie, amministrative e tecnico-operative) non abbiano saputo assicurare – per il periodo dal 1995 in poi - condizioni di legalità, efficienza ed efficacia tali da evitare rischi per la salute umana e i residenti medesimi abbiano poi contratto malattie oncologiche.


 

Per scaricare i dati inerenti la produzione dei rifiuti del 2024 clicca su: DD_E_2026_1071_2160201_con_allegati.pdf